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Spagna 2014 - Mondiali di Basket

Last Update: 12/20/2016 9:04 PM
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9/15/2014 12:20 PM
 
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Re:
Rodman86, 15/09/2014 12:07:

Con meno quotata si intende la rappresentativa americana partita senza i favori del pronostico rispetto ad altre edizioni del mondiale. Il valore della squadre penso non sia mai stato in discussione, ma la cosa che ha sorpreso è l'atteggiamento che hanno tenuto per tutto il torneo. Hanno sempre "onorato" tutti gli avversari, e hanno messo da parte la spocchia che in alcuni frangenti gli aveva contraddistinti.

La Spagna merita un discorso parte. Non credo che adesso si possano considerare dei brocchi i vari Gasol, Navarro, Rubio ecc ecc ma è disarmante come una nazionale con un roster simile non abbia saputo proporre una variante al suo piano partita principale. Il quintetto "anomalo" della Francia ha mandato in pappa tutto il lavoro di Orenga (per me è il responsabile principale della sconfitta iberica).
Sulla carta rimangono l'unica squadra che potesse impensierire gli USA, ma non si sono ricordati che prima bisogna arrivarci alla finale. Il fatto che fossero quotati come anti-americani non significa che avrebbero vinto in automatico, ma se c'era una squadra che poteva provarci questi erano gli spagnoli.

Nel complesso lo reputo un ottimo mondiale, con diversi spunti interessanti dal punto di vista tecnico. L'assenza di tanti big ha permesso a giovani promettenti di mettersi in mostra, e anche le squadre meno quotate hanno sempre dimostrato di essere "rognose". Penso alle oceaniche, alle Filippine, ma sono sicuro di dimenticarne delle altre.


Ps: Mi piace la versione BW a stelle strisce! Grande difensore dello zio Sam!




ma guarda sul fatto che abbiano onorato gli avversari sempre , ho i miei dubbi, se avessero giocato sul serio con il >Messico credo che più di 86 punti li avrebbero fatti.Questa dopo il 1994 è la migliore edizione statunitense.
La Spagna rimarrà nella storia , ma ora credo sia il momento di altre nazionali, una partita non cambia certo 10 anni fantastici.
Questa competizione ha messo in luce quanti giocatori interessanti ha l'Nba ai margini delle rotazione e fuori del tutto che da noi farebbero veramente comodo.
Goubert, Fournier n, Bairsthon, Baynes,Radulica, da noi alzerebbero il livello, speriamo cambi la tendenza, loro non ci perdono nulla e noi ci guadagniamo parecchio.
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Re:
Rodman86, 15/09/2014 12:07:

Con meno quotata si intende la rappresentativa americana partita senza i favori del pronostico rispetto ad altre edizioni del mondiale. Il valore della squadre penso non sia mai stato in discussione, ma la cosa che ha sorpreso è l'atteggiamento che hanno tenuto per tutto il torneo. Hanno sempre "onorato" tutti gli avversari, e hanno messo da parte la spocchia che in alcuni frangenti gli aveva contraddistinti.

La Spagna merita un discorso parte. Non credo che adesso si possano considerare dei brocchi i vari Gasol, Navarro, Rubio ecc ecc ma è disarmante come una nazionale con un roster simile non abbia saputo proporre una variante al suo piano partita principale. Il quintetto "anomalo" della Francia ha mandato in pappa tutto il lavoro di Orenga (per me è il responsabile principale della sconfitta iberica).
Sulla carta rimangono l'unica squadra che potesse impensierire gli USA, ma non si sono ricordati che prima bisogna arrivarci alla finale. Il fatto che fossero quotati come anti-americani non significa che avrebbero vinto in automatico, ma se c'era una squadra che poteva provarci questi erano gli spagnoli.

Nel complesso lo reputo un ottimo mondiale, con diversi spunti interessanti dal punto di vista tecnico. L'assenza di tanti big ha permesso a giovani promettenti di mettersi in mostra, e anche le squadre meno quotate hanno sempre dimostrato di essere "rognose". Penso alle oceaniche, alle Filippine, ma sono sicuro di dimenticarne delle altre.


Ps: Mi piace la versione BW a stelle strisce! Grande difensore dello zio Sam!



Non mi reputo un difensore dello Zio Sam a tutti i costi, anzi, spesso il basket NBA non mi fa impazzire.
In questi mondiali però, ho notato (in generale non nello specifico eh, anche sui social e via dicendo) molta antipatia a priori contro Team USA, cosa che ci può stare, ma in certi casi esagerata. Specialmente perchè si esaltavano spesso gli Spagnoli, che sono fortissimi, ma ai quarti sono andati a casa...
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Re: Re:
BW81, 15/09/2014 12:35:



Non mi reputo un difensore dello Zio Sam a tutti i costi, anzi, spesso il basket NBA non mi fa impazzire.
In questi mondiali però, ho notato (in generale non nello specifico eh, anche sui social e via dicendo) molta antipatia a priori contro Team USA, cosa che ci può stare, ma in certi casi esagerata. Specialmente perchè si esaltavano spesso gli Spagnoli, che sono fortissimi, ma ai quarti sono andati a casa...




Ma questo è in linea con la tendenza a odiare a prescindere il favorito. Pensa a una qualsiasi competizione di un qualsiasi sport. Dov'è c'è una squadra forte, un gradino sopra alle altre, e che ha già vinto parecchio in passato, l'odio salta fuori automaticamente. Personalmente non ho mai odiato gli USA (non li vedo più antipatici di Spagna, Francia o Lituania tanto per dire due nomi), ma tutto il gufare contro di loro non mi sorprende.







Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (Micheal Jordan)

Don't ever underestimate the heart of a champion! (Rudy Tomjanovich)

Anche una scimmia ammaestrata può giocare a calcio, ma per giocare a basket occorre un bipede dotato di intelligenza. -Sergio Tavcar-
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d'accordo con te
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9/15/2014 3:08 PM
 
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Ma le antipatie le capisco, ci mancherebbe. Però quando leggo di gente che definisce gli USA come gente non in grado di palleggiare, che salta e basta, allora mi pare che si superi il limite del ridicolo.
E sui social, ho letto parecchie di ste vaccate.
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9/15/2014 3:09 PM
 
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Odiare è un termine forte , diciamo che si cerca di parteggiare per il più debole. L'odio è un sentimento che si riserva a chi ti fa del male personale, almeno io l'ho sempre vista così, poi un giocatore o una squadra possono non piacermi ,ma che senso ha odiarli che ti hanno fatto?
L'odio genera solo violenza prima verbale e poi fisica , lo so è banale ma è sempre meglio ricordarlo
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Re:
BW81, 15/09/2014 15:08:

Ma le antipatie le capisco, ci mancherebbe. Però quando leggo di gente che definisce gli USA come gente non in grado di palleggiare, che salta e basta, allora mi pare che si superi il limite del ridicolo.
E sui social, ho letto parecchie di ste vaccate.




ma infatti è comprensibile che possa non piacere il modo di giocare, ma giustificare tutto con il fisico e l'elevazione perché ti stanno antipatici è ridicolo, certo che aiutano, ma qua non stiamo correndo i 100 metri, o facendo una gara di sollevamento pesi
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9/15/2014 3:28 PM
 
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Naturalmente si intende odio sportivo, non odio personale. L'odio sportivo per me è quando si augura a una squadra di perdere per antipatia personale.

A livello personale c'è chi preferisce un gioco più tecnico e di finezze, e chi si esalta per le prodezze atletiche. La vittoria USA rimane legittima perché non c'è nessuna regola che ti vieta di saltare più in alto o di correre più veloce degli avversari.

Naturalmente non è nemmeno da considerare chi dice che gli americani non sanno palleggiare, tirare ecc ecc. Quella si tratta di esagerazione, e purtroppo la rete è piena di gente che è convinta di avere la verità in tasca.







Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (Micheal Jordan)

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Re:
maistros, 15/09/2014 15:09:

Odiare è un termine forte , diciamo che si cerca di parteggiare per il più debole. L'odio è un sentimento che si riserva a chi ti fa del male personale, almeno io l'ho sempre vista così, poi un giocatore o una squadra possono non piacermi ,ma che senso ha odiarli che ti hanno fatto?
L'odio genera solo violenza prima verbale e poi fisica , lo so è banale ma è sempre meglio ricordarlo




Mi sembra abbastanza chiaro che qui si parli solo di odio sportivo, ok ricordarlo, ma non c'erano dubbi a riguardo...
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Intervallo

Dai, gira sul Milan che quel Raduljica lì, tra tatuaggi e barba, emana tanto di quel testosterone che rischio di rimanere incinta ogni volta che lo inquadrano.

Le trasmissioni possono riprendere
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L'angolo dell'ormone. E' la risposta femminile alle 3 lituane e alla Boi. Ecco cosa ricorderemo di questo mondiale.







Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (Micheal Jordan)

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Re:
Rodman86, 15/09/2014 15:28:

Naturalmente si intende odio sportivo, non odio personale. L'odio sportivo per me è quando si augura a una squadra di perdere per antipatia personale.

A livello personale c'è chi preferisce un gioco più tecnico e di finezze, e chi si esalta per le prodezze atletiche. La vittoria USA rimane legittima perché non c'è nessuna regola che ti vieta di saltare più in alto o di correre più veloce degli avversari.

Naturalmente non è nemmeno da considerare chi dice che gli americani non sanno palleggiare, tirare ecc ecc. Quella si tratta di esagerazione, e purtroppo la rete è piena di gente che è convinta di avere la verità in tasca.




si ho capito allora è antipatia non odio , comunque lasciamo stare
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Re: Re:
maistros, 15/09/2014 20:09:




si ho capito allora è antipatia non odio , comunque lasciamo stare




A livello sportivo, per me sono la stessa cosa.







Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (Micheal Jordan)

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9/15/2014 9:20 PM
 
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E' stato un mondiale secondo me abbastanza istruttivo sui rapporti tra basket europeo e basket d'oltreoceano. Team USA si è presentato con una squadra inferiore alle aspettative e che all'inizio non convinceva molti, me compreso, ma alla fine ha lanciato un messaggio forte. Ora, i tavcariani più irriducibili (ed anche i boniani, visto che pure in questi mondiali il buon Marione ha perso una buona occasione per stare zitto ma pare che a molti continui a piacere) avranno gioco facile a dire "eh, vabbè, ok, ma con questi punteggi". No, la cosa importante non sono i punteggi. Il punto non è che hanno dominato. Il punto è l'atteggiamento con cui sono scesi in campo nelle ultime partite, con l'umiltà e l'aggressività di chi non aspetta che gli consegnino la medaglia per diritto di nascita ma vuole andarsela a prendere. In questo modo sono stati in grado, pur senza nomi di eccellenza assoluta, di costruire una squadra molto equilibrata, unita e che pian piano ha assunto un'identità più marcata rispetto al passato, con ognuno al suo ruolo. La partita di ieri non avrà offerto molti spunti, ma la reazione americana alla sfuriata serba dei primi 5 minuti è stata secondo me un momento, seppur breve, di grande pallacanestro e di grande sport. Il messaggio è: se giocano con quella testa lì, possono portare anche gente meno talentuosa ma non li batti. E questo secondo me dovrebbe far riflettere quelli, sempre più numerosi a giudicare da quel che si legge sul web, che hanno la celeberrima trave nell'occhio e fanno finta di nulla, accodandosi al Tavcar o al Boni di turno più che altro, mi pare, perchè fa figo. Ora, sui i gusti non si discute, se l'NBA non piace pazienza, se ti stanno antipatici i giocatori lo capisco benissimo, ma non vedo come sia possibile che un appassionato di basket, e a maggior ragione uno che dovrebbe essere un giornalista del settore, non si interessi di quanto accade in America e lo sottovaluti. Sarebbe come uno che dice "sì, seguo il tennis assiduamente, a parte Federer, Nadal e Djokovic che non mi interessano tanto. Sì, bravi, ma non sono poi granchè".

Senza contare poi alcune questioni tecniche che sono emerse. Faried, giocatore di seconda ma anche di terza fascia di là della pozza, zero tecnica, salta e basta, stoppa ma non difende sull'uomo; qui era tra i professionisti migliori del mondo e sembrava un adulto tra i ragazzini. Cousins, non ha testa, in difesa è un telepass, si è imposto su entrambi i lati del campo ogni sera. Irving, non è un playmaker, non è un leader, non è pronto, ha mostrato lucidità e le proverbiali palle cubiche dal primo giorno. Prospettiva, gente, prospettiva. Non può essere sempre e solo un discorso di banale atletismo, non sono i 100 metri e le regole del gioco sono uguali per tutti.
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9/15/2014 9:47 PM
 
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forse per la prima volta non condivido neppure una virgola di un post di Sir. Devo preoccuparmi?
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9/15/2014 11:10 PM
 
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O forse dovrei preoccuparmi io. [SM=g2490502] Comunque se hai voglia spiega, che mi interessa.
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9/16/2014 12:55 AM
 
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più che argomentare avrei delle domande che mi frullano in testa.
Perché ogni volta che gli USA vincono si innesca questa pseudo guerra religiosa? [SM=g2490502] (non parlo di te nello specifico, ma mi pare che ad esempio Mamoli ci sia cascato). Mi sembrano più reazioni da "tifosi", da bar sport più che da appassionati che hanno voglia di godersi e magari parlare di pallacanestro e basta. Chiaramente parlo in generale, il tuo intervento mi è servito solo come spunto per condividere questa perplessità.

Questo proprio al di là delle valutazioni su alcuni singoli aspetti che mi prendono il giusto. Per me ad esempio questa versione degli USA non era composta da atleti di seconda fascia. Poi bisognerebbe fare la tara sul senso di certi giocatori, magari non più forti in assoluto -ad esempio Faried- ma con maggiore impatto in un certo tipo di contesto tecnico. Già questo sarebbe un modo più interessante di impostare la questione. In secondo luogo non capisco perché debbano essere oggetto del contendere i gusti di Tavcar (che tra l'altro mi pare snobbi il basket contemporaneo tout court).



E poi e poi e poi...vado a dormire [SM=g27835]
[Edited by =Condor11= 9/16/2014 12:58 AM]
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9/16/2014 1:00 AM
 
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Non ricordo le dichiarazioni di Boni, ma in quanto a Tavcar non credo che dica che gli americani siano delle seghe. Da quel poco che ho potuto capire, a lui non piace la piega che ha preso il gioco moderno dove il fattore atletico è dominate sul gesto tecnico. L'NBA rappresenta la massima espressione di questo gioco, e a lui questo non piace. E' un'opinione più o meno condivisibile.

Penso che nessuno che abbia seguito almeno un po il basket possa mettere in discussione il valore di questa vittoria.








Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. (Micheal Jordan)

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9/16/2014 1:30 AM
 
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Un momento, chiarisco una cosa, ma l'avevo già detta nel topic apposito; a me dei gusti di Tavcar o di Boni non importa, il primo lo trovo tra l'altro autore godibilissimo. Non mi piace che professino ignoranza del basket NBA e poi continuino in un modo o nell'altro a parlarne, e soprattutto non mi piacciono quelli che gli vanno dietro per moda ma, avendo un centesimo delle competenze di Sergio finiscono per dire assurdità. Da qui i discorsi da bar, su questo hai proprio ragione, mi hanno abbastanza stressato e ci sono cascato anch'io; d'altra parte non qui sul forum, che siamo tutti ragazzetti assennati, ma in altri luoghi del web e con gli amici ad ogni competizione è la solita tiritera, sembra che gli americani giochino uno sport diverso e non dovrebbero rovinare il divertimento a noi europei.. A me che il basket piace ad ogni latitudine dispiace che non si accettino questi confronti in modo oggettivo, si perdono spunti che sarebbero da considerare anche in casa nostra, questi mondiali ce ne hanno dati alcuni
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9/16/2014 8:06 AM
 
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Nella diatriba, se cos' vogliamo chiamarla, tra FIBA Vs NBA c'è chi critica senza cognizione di causa, e chi invece non apprezza tutto il contorno NBA. La spettacolarizzazione ad ogni costo, un regolamento che favorisce l'attaccante, l'insistente isolamento in 1 vs 1 della star di turno ecc ecc. Tutti aspetti che possono non piacere, ma non per questo portano a odiare l'NBA. Nessuno di quelli che la pensa così sostiene che in America non si sappia giocare a basket, e in fondo penso che sia il pensiero di Tavcar. E' semplicemente un'opinione dettata dal gusto personale.


Personalmente non ho grosse preferenze tra il basket FIBA e quello NBA. Mi piace seguirli entrambi, e non faccio mai paragoni.
[Edited by Rodman86 9/16/2014 8:07 AM]







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