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BASKET CONNECTION - PER LAURA IL FORUM SUL BASKET DAL 1997

È morto Kobe Bryant

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    Davide
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    00 15/02/2020 21:43
    Video tributo a Kobe e Gigi.



    La "mamba mentality".

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    Walker - Lugo
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    00 17/02/2020 21:03
    Re: Re:
    Iuzzolino, 14/02/2020 13.50:



    Cioè?
    Lo dici così a titolo informativo o perchè ci puoi dire di più sulla situazione delle colline, del vento, ecc?

    No. A titolo informativo
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    Iuzzolino
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    Re: Re: Re:
    Walker - Lugo, 2/17/2020 9:03 PM:

    No. A titolo informativo



    Ah OK, ciao Walker, contento di averti rivisto, stammi bene!



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    Iuzzolino
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    00 24/02/2020 18:11
    Re:
    Davide, 2/15/2020 9:43 PM:

    La "mamba mentality".



    Il contesto è tragico e siamo tutti ancora molto scossi, però è abbastanza divertente pensare che questa "mamba mentality" che fa sì che il gap fra te e i tuoi "competitor" diventi "larger and larger and larger" sui forum non valga niente.
    Ci siamo svegliati alle 4, abbiamo lavorato ore, ci siamo fatti il culo per il movimento e chi è che ha avuto successo? Degli scimuniti che hanno fondato fanpage sui social all'ultimo momento.
    Scherzi a parte, la mamba mentality vale solo per chi è portato, non basta farsi il culo.



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    Metis.21
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    00 25/02/2020 09:29
    Ma io credo che sotto questo punto di vista anche la Kobe mentality sia evoluta.

    Inizialmente era solo un modo per vincere e primeggiare, via via è diventata etica e dedizione del lavoro, qualunque esso sia (non solo nello sport).

    Io aggiungo (ma con la mia mentality non si vince in assoluto) che è questo il cuore: non conta il traguardo, conta il percorso. La cura in ciò che fai, delle persone che ti circondano (non mecessariamente parenti vari) e del tuo corpo (non a fini estetici ma di ascolto delle sue esigenze) porterà sempre a una vittoria personale, a patto che in quel percorso tu sia dove desideri essere.

    Sto rileggendo in questi gg il libro di Kobe e lui diceva questo: stare 7/8 ore in palestra (tra filmati e allenamenti) era per lui un modo di applicarsi alla sua personale causa. La conseguenza è stato il primeggiare, non l'obiettivo.

    L'obiettivo era - soprattutto andando avanti con l'età - massimizzare l'impegno, l'ascolto del proprio corpo, lo studio degli avversari e nella cura della tenica per onorare la sua missione di vita. Che non è vincere, ma dare il proprio massimo.

    È questo che lo distingueva da un fanatico. Se il tuo obiettivo è solo vincere, non tieni psicologicamente all'avanzare dell'età perchè nel tempo le sconfitte ti logorano più di quanto ti ricarichino le vittorie. Servono altri stimoli.

    E di questo ne parla quando, smesso di giocare, inizia a collaborare con persone e professionisti terzi per tutti i progetti collaterali che aveva cominciato. Lì c'è talento, ma lui cerca essenzialmente l'etica del lavoro..

    Grandissima fonte d'ispirazione..😣
    [Modificato da Metis.21 25/02/2020 09:33]
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    Iuzzolino
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    00 25/02/2020 16:03
    Posso dirti che per quanto rispetto io abbia per Kobe e per grandi giocatori del presente e del passato, stiamo parlando anche di prodotti di marketing.
    Se vai a vederti il video sottotitolato in italiano del confronto tra Kobe e Shaq, all'inizio il secondo dice la frase "sai che sono sempre stato un esperto di marketing". Kobe stesso voleva aprire in Italia una scuola di basket e di marketing. Sport e marketing per i professionisti sono quello che per noi sono lo zucchero e il caffè a colazione.

    Tradotto: fai una gag in campo e la vendita delle tue scarpe schizza alle stelle. Fai una battuta con un giornalista, vieni considerato uno showman e più squadre considerano un tuo ingaggio.
    Se poi sei forte, ancora meglio, vedi Ibrahimovic che fa il pagliaccio apposta e infatti si è garantito battute in stile Cuck Norris che gli hanno garantito ingaggi impensabili alla sua età.
    Gli USA poi sono molto soggetti a questo genere di cose, con personaggi da frasi fatte o creati dai media.

    Quindi se io leggo le frasi di Kobe che mi hai citato io ci vedo tante cose giuste, ma anche tanto buonismo per vendere e vendersi.
    Giustamente eh? Nessuno dice il contrario.
    Il mio discorso è che ci puoi mettere tutta l'etica e la fratellanza di questo mondo, ma poi se non hai i mezzi fisici, economici e tanta fortuna te lo mettono comunque nel c*lo.
    Quindi bravo Kobe a lanciare messaggi belli, però le vite vanno viste nel loro complesso e non possono uniformarsi all'ultimo libro di Bryant o di Bruce Lee. Bruce Lee scriveva concetti simili a quelli di Bryant, ma anche tante di quelle stronzate......



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    00 25/02/2020 22:47
    Re:
    Metis.21, 25/02/2020 09.29:


    E di questo ne parla quando, smesso di giocare, inizia a collaborare con persone e professionisti terzi per tutti i progetti collaterali che aveva cominciato. Lì c'è talento, ma lui cerca essenzialmente l'etica del lavoro..




    E la passione.

    Di sicuro c'era anche il "personaggio" da sostenere e il vario marketing. Ma anche quando sei un personaggio puoi decidere tu se crogiolarti nella posizione in cui sei, vivacchiando e sfruttando la posizione, oppure continuare a lavorare su progetti per i quali ti appassioni. Magari lo sponsor ti obbliga a far vedere le scarpe, ma non ad andare a vedere le partite di basket femminile o ad allenarti nel tuo tempo libero con giocatori e giocatrici per aiutarli a migliorarsi o a fermarsi in palestra oltre l'allenamento finchè non era soddisfatto (quando giocava)

    Quello che voglio dire è che a parità di mezzi fisici, soldi e tanta fortuna non tutti diventano Kobe Bryant. E la differenza l'ha fatta proprio la sua mentalità IMHO.



    [Modificato da !LULLABY! 25/02/2020 22:48]
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    SteveH
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    00 26/02/2020 17:02
    Sono più vicino al pensiero di Lulla, aveva qualcosa di speciale nel modo di dedicarsi non solo al suo mestiere ma anche in altri ambiti, con una intelligenza e sensibilità riconosciuta da tutti. Lo dicevano molti di quelli che si rapportavano a lui già prima del tragico evento, non è un qualcosa di così costruito secondo me (magari sfruttato per l'immagine ma è normale per un professionista dello sport come dice Iuzzo). Sicuramente c'è retorica nella "Mamba mentality", essendo un qualcosa che appartiene similarmente anche ad altri grandi campioni ed è necessaria al loro successo. Ma Kobe, così come i vari Jordan, Lebron, Federer, Ronaldo, ecc., pur avendo avuto la fortuna di un potenziale atletico e di talento innato, senza quella dedizione maniacale al miglioramento non sarebbero arrivati a quel livello e con quella longevità.
    Non penso che pretendano di dirci "fai come noi e arriverai al massimo del successo" ma ci spronano a dare tutto per coltivare le nostre attitudini e capacità, con passione, non limitando le nostre ambizioni. Poi può anche andare male, non sempre per colpa nostra.
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    Iuzzolino
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    00 26/02/2020 20:52
    Sì, ma sono d'accordissimo con quello che dite. Il mio messaggio non voleva essere un attacco gratuito alla "mamba mentality", diciamo che ho "pensato a voce alta con la tastiera".
    Infatti come l'ha definito Jordan durante il discorso di commiato? Sono state quasi le prime parole che Michael ha detto, tra l'altro proprio sulla persona-Kobe.
    "Great businessman".
    Quando raggiungi un certo livello sportivo diventi prima un venditore di te stesso e solo dopo un atleta.
    Poi ha avuto ragionissima Metis a puntualizzare questo.


    L'obiettivo era - soprattutto andando avanti con l'età - massimizzare l'impegno, l'ascolto del proprio corpo, lo studio degli avversari e nella cura della tenica per onorare la sua missione di vita. Che non è vincere, ma dare il proprio massimo.




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    Davide
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    00 04/04/2020 15:49
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    !LULLABY!
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    00 04/04/2020 23:37
    Mi sembra giusto


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    maistros
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    00 05/04/2020 23:46
    Buffa si chiede cosa abbia pensato i secondi prima di morire, paragonando la la sua morte a quella di Scirea. Ammesso che ne abbia avuto il tempo... Che senso abbia non lo capisco. Grande stima per Federico ma in questo caso mi lascia perplesso
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    Davide
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    00 06/04/2020 00:09
    Non credo che ci sia un senso, probabilmente l'ha messo nel "pezzo" per far vedere empatia, ma mi sembra assurdo.
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    maistros
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    00 06/04/2020 10:39
    Infatti non ha senso.... Anche perché una persona ha sempre la speranza di salvarsi magari con tutte le ossa rotte ma viva
    . Poi essendoci nebbia Kobe non aveva certo l'esatta percezione della gravità e sncora meno il momento in cui sarebbe stato spacciato.
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    Metis.21
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    00 07/04/2020 16:44
    Secondo me quando sei in quelle situazioni lì con una minaccia incombente penso che di pensieri ne fai pochini.

    E, probabilmente, l'unica cosa che ti viene in mente di fare è abbracciare tua figlia per proteggerla..
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    Davide
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    00 08/04/2020 13:42
    Essendo uno sportivo e un uomo d'istinto potrebbe avere pensato più velocemente degli altri e con meno panico, però è impossibile ipotizzare cosa e dire come potrebbe essersi comportato.
    Tra l'altro Iuzzo ha ricostruito bene l'incidente (26° post) e secondo me fino all'ultimo i passeggeri hanno supposto che andasse tutto bene (IMHO avevano intuito la difficoltà del pilota, ma non pensavano di poter morire).
    Essendo giornalista posso ipotizzare che nel "pezzo" mancasse una parte buonista e strappa-lacrime, il fatto è che non sempre deve andarci. Spesso mi trovo a scrivere di cronaca nera e la cronaca nera è quello che è: morte.
    Si può anche girare attorno al discorso e buttarci giù qualche pensiero filosofico, ma alle persone l'aspetto aulico interessa relativamente.
    Esempio sul caso Lorena Quaranta: vogliamo discutere sulla vita da medico ai tempi del Covid-19 o vogliamo parlare del fatto che il fidanzato infermiere ha "giustificato" l'omicidio dicendo "Mi ha attaccato il Coronavirus"? Sarà meglio parlare di cronaca e basta, non filosofeggiare sulla vita dei medici in un ambito omicidiario.
    Non è semplice fare il giornalista, non è per nulla semplice.
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    00 08/04/2020 19:59
    Re:
    Davide, 4/8/2020 1:42 PM:

    Essendo uno sportivo e un uomo d'istinto potrebbe avere pensato più velocemente degli altri e con meno panico, però è impossibile ipotizzare cosa e dire come potrebbe essersi comportato.
    Tra l'altro Iuzzo ha ricostruito bene l'incidente (26° post) e secondo me fino all'ultimo i passeggeri hanno supposto che andasse tutto bene (IMHO avevano intuito la difficoltà del pilota, ma non pensavano di poter morire).
    Essendo giornalista posso ipotizzare che nel "pezzo" mancasse una parte buonista e strappa-lacrime, il fatto è che non sempre deve andarci. Spesso mi trovo a scrivere di cronaca nera e la cronaca nera è quello che è: morte.
    Si può anche girare attorno al discorso e buttarci giù qualche pensiero filosofico, ma alle persone l'aspetto aulico interessa relativamente.
    Esempio sul caso Lorena Quaranta: vogliamo discutere sulla vita da medico ai tempi del Covid-19 o vogliamo parlare del fatto che il fidanzato infermiere ha "giustificato" l'omicidio dicendo "Mi ha attaccato il Coronavirus"? Sarà meglio parlare di cronaca e basta, non filosofeggiare sulla vita dei medici in un ambito omicidiario.
    Non è semplice fare il giornalista, non è per nulla semplice.



    Appunto , uno in quei momenti pensa a salvare la pelle e quella di sua figlia, spera solo di non morire, non c'è spazio per la filosofia, quella la scopri ,forse quando sai ,che dovrai morire magari per qualche malattia e e hai il tempo di riflettere.

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    Davide
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    00 26/07/2020 16:02
    Foto trovata su Twitter.

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    Davide
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    00 08/09/2020 13:47

    Panta rei...
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