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Mondiali di razzismo 2017

Ultimo Aggiornamento: 25/07/2017 16.18
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25/07/2017 16.10
 
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PERTH – Dopo mesi di trepidante attesa, prenderanno il via lunedì prossimo i Mondiali di Razzismo organizzati dall’Australia. La terra dei canguri si riempirà dei più beceri nazionalisti provenienti da ogni parte del globo che si daranno battaglia a colpi d’insulti razziali in squadre composte rispettivamente da dieci persone l’una, alcuni più “offensivi”, altri più intellettualoidi nelle giustificazioni, altri ancora semplicemente semianalfabeti. La compagine italiana è partita fra le favorite, eliminando in agilità la Tunisia nella pre-qualificazione.

Il capitano Matteo Salvini, indiscusso bomber della squadra, vola basso: “Ci sono tante nazioni che fanno proseliti con luoghi comuni da molto più tempo di noi. Ma questa è una squadra talentuosa: ce la giocheremo con tutti”.

E in effetti l’italica rappresentanza sembra veramente ben composta, dopo mesi di selezione. Commentatori razzisti, militanti di Forza Nuova e leghisti sono lo zoccolo duro della squadra, con alcuni pentastellati a rafforzare una rosa già ampiamente competitiva.

La prima sfida ci vede contrapposti all’India. Un incontro non privo d’insidie, che ci vede comunque partire in vantaggio. Nonostante i luoghi comuni su “pizza pasta e mandolino”, i mesi passati a insultare il popolo nato sulle rive del Gange a causa dei due Marò ci ha ampiamente preparati. Giorgia Meloni e Tavecchio partiranno dalla panchina, con quest’ultimo che potrebbe entrare a partita in corso qualora ci fosse bisogno di frasi sconnesse. Se le cose dovessero mettersi male, un contadino padano ha già dato la disponibilità a scoparsi una mucca come estrema ratio.

Il cammino potrebbe complicarsi già nella sfida successiva, dove l’Italia con ogni probabilità dovrà affrontare gli Usa. Gli statunitensi infatti dovranno affrontare il Kenya al primo turno e la possibilità che il tutto si risolva velocemente con qualche colpo di pistola è dato a 1.20. Tuttavia la forte squadra d’oltreoceano potrebbe pagare la troppa omogeneità e prevedibilità dei suoi componenti, un gruppo di sceriffi texani. “Una sfida alla volta – sottolinea Salvini- perché avremo tempo e modo di trovare epiteti fastidiosi nei confronti dei texani. Pensiamo all’India: andiamo a vincere per l’Italia e per i nostri Marò”.
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25/07/2017 16.11
 
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Quarti di Finale
“Vi pisciamo nel Gange!”, Italia batte India ai Mondiali di Razzismo e vola in semifinale


Perth – Una vittoria agevole nonostante qualche preventivabile insidia: la nazionale indiana si è arresa ben presto ai duri colpi inferti dai nostri connazionali, già ampiamente preparati al primo test di questi attesissimi Mondiali di Razzismo.

La tensione pre-gara si è fatta sentire, il volto dei nostri migliori razzisti ha lasciato intravedere qualche nervosismo mal celato, spasmi muscolari, ampia sudorazione ascellare. Ma dopo aver scolato una borraccia di grappa al miele a testa, la formazione è scesa in campo più carica che mai, con l’intenzione di vendicare i nostri Marò e portare in alto il vessillo razzista italiano.

I primi scambi d’insulti sono stati leggeri e banalotti, sia da parte nostra che da parte loro. Ma con “siete tutti mafiosi che sciogliete bambini nell’acido” l’India ha deciso di alzare la posta. Sfida raccolta dall’Italia, che non aspettava altro per partire con gli epiteti più pesanti. Bloccato dalla panchina il contadino padano che si era riproposto di scoparsi una mucca sacra, i nostri bomber hanno iniziato a mettere in campo l’artiglieria pesante: “stupratori di qualsiasi cosa possieda atomi di carbonio”, “vi pisciamo nel Gange”, “quel neo rosso sulla fronte è antiestetico pure in un’altra Galassia” e così via, a ripetizione, senza lasciare un attimo di respiro.

I colpi si sono fatti sentire, ma i giudici hanno dichiarato definitivamente la vittoria dell’Italia solo dopo che Giorgia Meloni (entrata dalla panchina) ha avviato all’interno dello stadio la costruzione di un McDrive, tutto a spese del suo partito.

Nelle altre gare, la Germania ha battuto la Francia capitanata dalla Le Pen. Decisivo il punto di un bevitore di birra professionista di Amburgo, che ha sfilato di mano la baguette a un mimo e ci ha pisciato sopra. In seguito l’avrebbe cosparsa di wurstel e crauti e se la sarebbe mangiata.

Nell’altro quarto di finale gli ungheresi hanno letteralmente stravinto contro le guardie svizzere e i sacerdoti che rappresentavano il Vaticano, dapprima sgambettando tutti gli avversari, poi circondandoli a centrocampo con del filo spinato e infine erigendo un cristo rovesciato mentre bevevano sangue di un capretto. Il tutto, ovviamente, cantando lodi a Satana e agli Ektomorf.

L’Italia ora dovrà affrontare in semifinale gli Stati Uniti, che i bookmakers danno per vincenti contro il Belpaese e per favoriti alla vittoria finale. Gli USA però partiranno con una pesante penalizzazione per via della squalifica dei giocatori di punta – gli sceriffi texani – che durante lo scontro col Kenya, presi da eccessiva foga agonistica, hanno sguainato le rivoltelle e impallinato gli avversari.

“Sarà durissima – ha ammesso il capitano Matteo Salvini– ma ci prepareremo al meglio. Loro sono i migliori, schiavizzano immigrati da secoli. Pure i nostri nonni. Dicevano che dovevano tornare a casa loro, ci infamavano perché ci reputavano solo dei mafiosi delinquenti. E’ per i nostri antenati che dimostreremo di essere più razzisti di loro! E sono certo che è esattamente quello che vorrebbero!”.
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25/07/2017 16.12
 
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Semifinali
Italia batte USA lanciando banane a Obama e vola in finale contro la Germania

Melbourne – Una vittoria di cuore, figlia del patriottismo, della voglia di rivalsa dopo tutti quei tamarri film d’azione che ci siamo sorbiti negli anni ’80, ma soprattutto della vera, profonda, reale cafonaggine insita nelle vene nostrane.

L’Italia, dopo aver sconfitto ai quarti l’India, si ripete contro i temutissimi Stati Uniti e si qualifica per la finale di Sidney.

Come al solito la gara è stata trasmessa in diretta da Sky, che dopo aver perso i diritti per la Champions ha pensato bene di buttarsi su un’altra competizione in cui gli esseri umani possono esprimere i propri veri istinti. Al commento tecnico una scatenata Alessandra Mussolini ha presentato così la gara: “Abbiamo sofferto con loro e per loro e ancora ce la fanno ricacare, abbiamo cantato le puttanate di Britney Spears e compagnia bella, abbiamo visto Stallone decadere fisicamente minuto per minuto, abbiamo mangiato le loro schifezze, ci siamo fatti l’acconciatura mullet, ci hanno intossicato con i loro reality show pieni di obesi e adolescenti mignotte, ma il razzismo è un’altra cosa: nel razzismo vogliamo comandare noi!”.

Difficile tuttavia pensare di poter sovrastare gli USA, un popolo che fredda un’ottantina di afroamericani ogni plenilunio, ma i nostri ragazzi sono partiti subito con tenacia, forti del fatto che la squadra titolare di sceriffi texani, sostituita con dei vice-sceriffi, è stata squalificata per aver ucciso tutti i concorrenti del Kenya nella fase precedente. Ma ad ogni “Clinton si trombava le stagiste” i rivali d’oltreoceano ribattevano con un “Berlusconi per vent’anni”: la politica non era decisamente un territorio sul quale potevamo vincere. Con altri argomenti, in realtà, non è andata meglio: evasione fiscale, cartelloni con la foto di Al Capone, illazioni sulla liberazione dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, fotografie di Napoli riempita dalla spazzatura, immagini satellitari del traffico fra Barberino del Mugello e Roncobilaccio, le buche nelle strade di Roma, i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, i lavori del ponte sullo stretto di Messina (che hanno provocato grosse risate fra i giudici e gran parte degli spettatori), le corsie stracolme di un ospedale qualsiasi della penisola. Vani i tentativi di controbattere sulla cultura: mentre elencavamo i nostri più grandi artisti rivendicandone il valore storico, gli americani hanno iniziato a lanciarci contro alcuni sassi estratti dalle macerie di Pompei.

Una sconfitta ormai annunciata. Ma proprio quando ci trovavamo vicini al baratro e ci immaginavamo già fuori dalla competizione, mentre tutto il razzismo e i luoghi comuni di cui sono piene solitamente le nostre viscere sembravano scomparsi, il nostro capitano Matteo Salvini, un po’ in ombra fino a quel momento, si è reso protagonista di un’azione memorabile. Il leader della Lega si è diretto lentamente a bordo campo. Mentre tutti pensavano che lasciasse il posto a Calderoli (che si stava scaldando da mezz’ora su un albero facendo l’imitazione dell’ex ministro Kyenge) Salvini è salito in tribuna d’onore e ha raggiunto il presidente americano Obama. A quel punto il pubblico, intuendo le intenzioni del bomber, ha trattenuto il fiato: in pratica era un calcio di rigore. Salvini, con un movimento compassato, ha digitato qualcosa sul suo telefonino. Pochi istanti dopo un elicottero ha sorvolato lo stadio, lasciando cadere sul presidente americano un centinaio di banane “Chiquita”.

Un boato si è alzato dal settore occupato dai tifosi italiani. Subito dopo i giudici hanno decretato la vittoria e sul campo di gioco si è scatenata la festa. Contemporaneamente, in Italia, un’esplosione di gioia ha fatto tremare i centri di Casapound nei quali erano stati montati dei maxi-schermi.

La finale di Sidney ci vedrà contrapposti ai nostri nemici giurati teutonici. La Germania ha infatti battuto la fortissima Ungheria dopo aver costretto i concorrenti dell’est Europa a vedersi scopate diverse connazionali prelevate in tutti gli “All You Can Fuck” di Berlino.

Storiche rimarranno le parole di una esagitata Mussolini, che dopo l’azione decisiva di Salvini ha gridato in tutte le televisioni italiane: “Chiudete le valigie amici! Si va a Predapp… a Sidney!”
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Finale
Italia batte Germania ed è Campione del Mondo di Razzismo: “Il cielo è negro sopra Berlino”


Siamo Campioni del Mondo di Razzismo! L’Italia esce vittoriosa dalla prima edizione disputata in Australia, trionfando su una Germania combattiva ma indebolita dagli ultimi scandali automobilistici che l’hanno vista protagonista.

Tra gli spettatori della tanto attesa finale c’era anche il premier Matteo Renzi che è giunto qui non con un volo di Stato (come alcune voci maligne avevano insinuato) bensì con un volo di linea. Infatti il capo del governo ha deciso di prendere l’aereo all’ultimo momento, rubando il posto, già pagato e prenotato, a Kareem Abdul Jabbar, nordafricano di origini indo-pakistane.

La nazionale tedesca è entrata in campo con le uniformi dei gerarchi nazisti, tenendo al guinzaglio bambini ebrei denutriti. A seguire, la nazionale italiana che, a bordo di alcune Volkswagen Passat guidate da bambine etiopi, ha risposto con delle italianissime uniformi fasciste.

La Germania è partita subito all’attacco, consigliando all’arbitro di stare attento che i giocatori italiani non si fottessero la monetina per la scelta del campo. Ma i nostri razzisti hanno immediatamente controbattuto, chiedendo che i giudici verificassero che la puzza di merda presente sul terreno di gioco non provenisse dalle emissioni anali dei concorrenti ariani, aggiungendo inoltre di controllare le docce che avremmo usato a fine partita.

La bilancia ha iniziato a pendere leggermente dalla nostra parte quando alcuni fashion stylist, reclutati durante la settimana della moda di Milano, hanno iniziato a sfottere i nostri avversari per gli inguardabili sandali con calzini ai loro piedi, abilmente sostituiti ai regolari scarpini dalle bambine etiopi prima dell’inizio della partita.

La lotta razzista fra gli ex alleati si è fatta furibonda. Mentre i tedeschi rivendicavano il primo muro all’interno della stessa nazione, Borghezio ha preso a masturbarsi guardando un tablet, col quale stava pilotando il suo drone personale sopra un CIE: “Non abbiamo bisogno di muri. Gli immigrati li rinchiudiamo e li facciamo vivere di stenti perché ci piace vederli soffrire”. Da questo momento si sono susseguite alcune azioni ficcanti da parte degli italiani: una noiosa neo Miss Italia ha tentato invano di distrarre i gerarchi nazisti chiedendo loro com’era stato vivere in Germania nel ’42; un astuto Calderoli ha presentato 82 milioni di emendamenti ai regi decreti 25 e 26 del 20 gennaio 1944, che abolirono le leggi razziali. La Meloni ha mangiato un piatto di spaghetti, cacando subito dopo un piatto di crauti. Probabilmente se li era preventivamente infilati nel sedere, ma l’effetto scenico è stato talmente forte che i giudici hanno assegnato punto all’Italia.

Ma la storia e la tradizione dei nostri avversari sono comunque imponenti, e i tedeschi sono partiti al contrattacco cantando fieri inni ad Adolf Hitler, mentre alcuni naziskin hanno iniziato a spillare birra e a farla tracannare ai compagni sempre più carichi.
Mentre la nostra nazionale sembrava soccombere ai duri colpi dei teutonici avversari a suon di mandolini, baffi neri esplosivi e polpette di Baviera al magnesio, dagli spalti sono iniziati a piovere decine e decine di crocefissi, gettati dai membri del Vaticano, rimasti a vedere la finale. I piccoli Gesù inchiodati, segno innegabile delle nostre radici, hanno colpito molti concorrenti tedeschi.

Matteo Salvini, deciso a tentare la controffensiva finale facendo piovere dei dildo dal cielo sulla inchiavabile Merkel – che sugli spalti stava cercando di salvarsi dal tentativo di stupro di alcuni necrofili di Catena Umana – al momento di chiamare i piloti dell’elicottero si è accorto che il cellulare appena acquistato da un compagno di squadra era un clamoroso pacco: “Mi hai rifilato un falso, napoletano di merda! Me lo dovevo aspettare. Fottetevi tutti, il prossimo anno partecipo con la Padania!“.

I giudici hanno assistito sbigottiti alla divisione interna che man mano si stava creando all’interno della compagine del belpaese: fazioni di meridionali, settentrionali, montanari, gente di pianura, campagnoli, cittadini, bergamaschi di sopra e bergamaschi di sotto, hanno iniziato a sfancularsi con italica veemenza.

Ora il mondo intero aveva capito il concetto: non esiste una nazione che può essere definita razzista, ma ognuno è razzista a modo proprio, verso qualunque essere vivente che non sia lui o che non abbia le sue caratteristiche: le donne per i maschilisti, gli uomini per le femministe, i non animalisti per gli animalisti, i negracci per i bianchi, i visi pallidi per gli indiani, gli scozzesi per gli scozzesi, i preti per gli atei e i miscredenti per i preti, gli immigrati per i nazionalisti, i nazionalisti per la gente di buon senso. L’Italia era un campione rappresentativo perfetto! Per questo i giudici l’hanno nominata vincitrice di questa prima edizione dei Mondiali di Razzismo.

Come premio i giocatori hanno ricevuto un viaggio intorno al mondo per temprarsi ancora di più in vista dell’edizione del prossimo anno. A Matteo Salvini, premiato come miglior giocatore del torneo, è andato il Diario segreto di Mussolini, scritto di suo pugno nel 1985 e illustrato da Adolf Hitler. Ai tedeschi è andata una fornitura a vita di mattoni, qualora volessero costruire un altro muro, con in allegato un muratore senegalese eventualmente sottopagabile.

Una commossa Alessandra Mussolini, al commento tecnico di Sky, ha esultato così: “Il cielo è negro sopra Berlino! Siamo Campioni del Mondo! Insultiamoci, discriminiamoci, odiamoci forte, perché da oggi è più bello essere padani, terroni, molisani o qualunque altra cazzo di cosa siamo orgogliosi di essere!”.

E ora appuntamento ai prossimi mondiali, in cui la Nigeria, che ha negato il visto a Salvini perché puzza, potrebbe rappresentare una grossa sorpresa.
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(Naturalmente.. su Lercio.it)
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